Il frollino veramente buono!

Un prodotto godibile al palato ed alla vista

Buonicuore è un frollino secco al mandarino realizzato con lavorazione e taglio manuale da 5 giovani detenuti dell’Istituto Penale per i Minorenni di Palermo, dietro l’attenta supervisione dello chef formatore, Nicola Cinà.

Buonicuore, prodotto da ricetta esclusiva del famoso chef Giovanni Catalano, usa prodotti biologici o legati alla tradizione siciliana (Farina Maiorca Bio molita a pietra, lo zucchero integrale di canna Muscovado, il lievito biologico, burro e latte a km 0) ed è unico nel suo genere perché coniuga bontà ed etica.

I mandarini, di cui viene utilizzata la buccia come principale materia prima, sono stati raccolti in un agrumeto di Ciaculli, all’interno di un bene confiscato alla criminalità organizzata, messoci a disposizione dall’associazione Jus Vitae.

Il frollino Buonicuore è ideale per accompagnare la colazione, un thé pomeridiano, ma anche  per il pasteggio di vini liquorosi, cui vogliamo dedicare un preciso approfondimento.

Formati

Le confezioni sono sigillate nei seguenti formati:
  • 300g per chi li ha già assaggiati!
  • 120g per chi è curioso!?!
  • 16g pochi ma buonissimi.

Scheda Tecnica

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Alcune fasi di lavorazione

Fatto con amore e semplicità

Buonicuore ed il vino

una “semplice” questione di abbinamento

L’abbinamento tra cibo e vino, argomento dibattuto per anni solo da illustri enogastronomi, oggi è di grande attualità. Magica alchimia tra i sapori del cibo e del vino, l’abbinamento cibo vino deve essere il frutto di degustazioni ed assaggi ripetuti ed incrociati, fino all’applicazione di una tecnica precisa per valutarne l’armonia.

Nella preparazione dei cibi e nella ricerca del vino migliore da proporre in abbinamento si fondono creatività e scienza. E l’enogastronomia affascina ed appassiona.

Con l’assaggio del vino e del cibo si percepiscono sensazioni saporifere, tattili  e gusto – olfattive, che per creare una piacevole e convincente armonia si devono combinare adeguatamente.

In particolare, l’AIS (Associazione Italiana Sommelier) ha sviluppato negli anni un modello, una tecnica dell’abbinamento tra il cibo ed il vino che si basa su due principi fondamentali: la contrapposizione e la concordanza.

L’elaborazione di questo metodo è il risultato di anni di degustazioni ed assaggi mirati, con l’obiettivo di chiarire ogni sfaccettatura delle infinite possibilità di abbinamento tra cibo e vino.

Lungo questo percorso ci si è resi conto che la maggior parte delle sensazioni percepite in un cibo richiedono nel vino la sensazione opposta, seguendo il principio della contrapposizione.

In alcuni casi, limitati alla dolcezza e alla struttura, all’intensità e alla persistenza gusto – olfattiva del vino, l’abbinamento si basa invece sul principio della concordanza, perché queste caratteristiche devono combinarsi esattamente con le sensazioni analoghe percepite nel cibo. E sempre con un livello simile di percettibilità.

Torte e pasticcini, biscotti e creme, sono tutti ricchi di dolcezza, cioè composti da zuccheri semplici, richiedendo, pertanto, un vino con un’adeguata, analoga sensazione.

Ogni prova di abbinamento con vini secchi o bollicine è fallita miseramente poiché l’acidità del vino, la sua sapidità o una finale vena amarognola emergevano in modo sgraziato , rendendo l’abbinamento poco armonico.

A cosa, dunque, abbinare il nostro Buonicuore, un frollino secco al mandarino realizzato con zucchero di canna e zucchero muscovado?

La struttura del biscotto, all’assaggio, presenta una buona intensità gusto – olfattiva per cui il vino, che non può che essere dolce, deve avere un importante persistenza aromatica; l’aromaticità del biscotto data proprio dalla buccia del mandarino deve necessariamente essere abbinata con un vino dolce che abbia una buona persistenza ed una decisa alcolicità che contrasti, comunque, l’untuosità dovuta al tuorlo d’uovo e al burro.

Non essendo un biscotto particolarmente dolce occorre che il vino non lo sia altrettanto; pertanto non un vino con una netta e decisa sensazione di dolcezza, come un Tokaj, ma neanche un Albana di Romagna amabile, ma generalmente con un residuo zuccherino più basso o un Oltrepò Pavese Sangue di Giuda.

D’altronde, per territorialità e per vocazione tipica dei vini dolci siciliani, sembrerebbe vincente e particolarmente indicato un abbinamento del biscotto con un nostro moscato o una nostra malvasia.

Uno zibibbo passito o una malvasia delle Lipari dolce si combinerebbero perfettamente con il nostro frollino secco al mandarino da servire a fine pasto, in una elegante cena in cui si rivisitano piatti tipici della tradizione siciliana.